venerdì 26 giugno 2009

Non é colpa mia

La generazione dei nostri coetanei negli Stati Uniti é cresciuta con la convinzione che, qualunque cosa succedesse, la colpa non era mai la loro e ci sarebbe sempre stato qualcuno il cui dovere era quello di tirarli fuori dai guai.

Questa convinzione, che purtroppo si sta diffondendo sempre di piú anche in Europa nelle generazioni successive alla nostra (qualche "pioniere", a dire il vero, c'é anche fra di noi) raggiunge il suo apice con Christopher McCandless, alias Alexander Supertramp, la cui vita é stata raccontata da un film di Sean Penn, Into the Wild.

Questo ragazzo ventenne decide che la vita "civilizzata" non fa per lui, e si mette a vagabondare in giro per l'America. Ad un certo punto, decide che vuole a tutti i costi andare in Alaska portandosi dietro poche cianfrusaglie e senza un minimo di preparazione, di studio, di attrezzatura. Morirá di fame perché, finite le provviste, non riuscirá piú a guadare il fiume che aveva attraversato all'andata. Se, anziché i libri di poesie di Thoreau, si fosse portato una mappa ed una bussola, avrebbe visto che mezzo chilometro piú a valle c'era un traghetto. Questo genio, anziché essere giustamente proposto per i Darwin Awards come il padre baloneiro, ci viene venduto come uno spirito libero, un ribelle che non scende a compromessi con la vita, un pioniere sfortunato. Invece era semplicemente un povero fesso che ha affrontato in maniera non adeguata una situazione per lui ingestibile, pensando probabilmente che se le cose si fossero messe davvero male, "qualcuno" lo avrebbe tirato fuori.

Sono figli di questa mentalitá tutti coloro che "potevano non sapere" cose imbecilli come il fatto che il caffé scotta, o che su un pavimento bagnato si scivola. Da bambino, una volta, sono caduto da una specie di cavallo di legno che c'era nel parco giochi del mio paese. Sono tornato a casa piangendo, mia madre mi ha messo una borsa del ghiaccio sul bernoccolo e mi ha raccomandato, la prossima volta, di stare piú attento. Oggi i genitori correrebbero subito in Comune a fare un'interpellanza sulla sicurezza dei giochi installati nel parco, perché "non é possibile che un bambino si possa fare male al parco, é colpa dell'amministrazione!".

Il bambino, cosí, cresce con l'idea che non deve "stare piú attento", ma che la colpa é di chi non ha previsto che lui potesse farsi male. I nostri coetanei americani (ed anche i nostri figli, purtroppo) sono vissuti dalla nascita in un ambiente cosí, dove se ti esplode il gatto perché lo hai messo nel microonde la colpa é di chi ha costruito il microonde.

Dello stesso tenore gli studi sulla "dipendenza da cibo": se ti ingozzi come un maiale, non é colpa tua che sei una cloaca, ma di chi fa la roba da mangiare troppo buona. Le barrette di Snickers, ad esempio: "quando le si mastica, infatti, lo zucchero si scioglie, il grasso si fonde, il caramello avvolge le noccioline così che la confluenza di più aromi porti il palato a provare un'esperienza quasi estatica", ci dice il nostro scienziato. Certo, se anziché le arachidi ci mettessero dei pezzettini di merda di cammello, non sarebbero cosí appetitosi, ma loro no! Perfide aziende alimentari che "impastano gli ingredienti di base fino a raggiungere il punto di massima estasi": se facessero roba che sa di fango di fogna di Calcutta con vago retrogusto di sterco di armadillo, io non sarei cosí ciccione!

Non é colpa mia, ci doveva pensare qualcun altro, non c'era scritto, non potevo saperlo... Certo, sono tutte alternative che suonano meglio di "sono stato un pirla". Peró per crescere, a volte, ci vuole anche quello.

5 commenti:

BellaG. ha detto...

Mah...
Certo che questo ricercatore deve avere qualche problema sulla sfera sessuale...

Gli snickers sono buoni (anzi, ottimi, direi), ma da li a dire di esperienza estatica.... =/

Marco F ha detto...

Tu lo sai che la storia del gatto è vera, o l'hai messa per caso?

Wilcoyote ha detto...

@ BellaG: ognuno va in estasi come può... ;-)

@ Marco F: ho sentito la storia del gatto nel microonde diverse volte, non so se si tratti di una leggenda urbana o di una storia vera, sicuramente è verosimile

Apewithtools ha detto...

Ho qui un gatto...quanto devo tenercelo nel micronde?

Ma al di là gatto fritto, c'è del giusto in quel che dici.

Wilcoyote ha detto...

@ Apewithtools: se lo vuoi solo cotto bastano 3 minuti, ma se lo vuoi bello croccante devi usare il crisp. ;-)

Grazie per l'apprezzamento!